C’era una volta il sorriso, con cui si spezzava la tensione e si iniziava a chiacchierare. Se si andava d’accordo ci si frequentava sempre di più condividendo passioni ed esperienze. Oggi che gli amici sono la vetrina di un profilo e approvazione e sostegno si esprimono con un dito a suon di like, come sono cambiate le relazioni tra i giovanissimi?

 

l’amicizia oggi è un esperienza complessa, soprattutto per i giovani che non sono abituati al “vecchio” modo di contattarsi: telefonata o appuntamento verbale. Il contatto umano è sempre meno necessario, paradossalmente proprio per incontrarsi.

 

Cosa è cambiato?

Tutto è più rapido e veloce, economico, soprattutto emotivamente, ma rischioso perché di molti contatti non vi è certezza. Certo, oggi non è necessario conoscere realmente 1.000 persone ma basta schiacciare dei tasti sul pc o sullo smartphone per visualizzarne i contatti e avere la percezione che facciano parte del proprio gruppo o cerchia di amicizie.

Anche le espressioni linguistiche sono complesse e dipendono dalla tecnologia, che per molti versi ha migliorato il mondo ma ha reso sterile la comunicazione umana che oggi si fonda sulla scrittura di messaggi WhatsApp o via Twitter o Facebook o, ancora, sul condividere direttamente un’immagine o un breve video su Instagram.

Questi sono mondi, nuove realtà in cui chi “naviga” incontra luoghi, persone, pensieri, immagini e pezzi di vita degli altri. Si crea una visione collettiva della società che toglie respiro al singolo, che spesso sente di doversi proteggere dalle invasioni alla privacy e deve nascondersi ai suoi stessi contatti. Incredibile quanto l’amicizia sia diventata uno scambio di like o di richieste esplicite di gradimento e condivisione di contenuti mentre prima era un sentimento verificabile di persona, per il livello di stima e presenza nella propria vita da parte dell’altro.

 

Restare connessi? Sì, ma con la realtà

Bisogna restare concentrati sul contatto con la realtà. Certo è rischioso sul piano emotivo vivere l’amicizia di qualcuno che frequentiamo quotidianamente e col quale ci confrontiamo, con la possibilità di incomprensioni e mancanze. Molti preferiscono evitare di investire i propri sentimenti in relazioni concrete, con amici reali perché questa è vita. La paura di essere se stessi obbliga a non riconoscere i propri limiti agevolando la creazione di un modello socialmente preferibile di sé, quello che è accettato dagli altri. 

Attenzione, però, a non recitare sempre, anche nelle relazioni che contano nella vostra vita, perché il gioco è bello quando dura poco. La vita è ben altro rispetto a quello che facciamo apparire di noi sui nostri profili. Si può anche giocare per passare il tempo, ma usando sempre la tecnologia corriamo il rischio di non distinguere più chi vorremmo essere da chi siamo realmente. Questo pericolo è concreto soprattutto per i più giovani, che si trovano in via di sviluppo a potenziare una realtà di se stessi che non sentono propria ma che usano per piacere agli altri alimentando complessi di inferiorità, ansie, depressioni e disturbi di personalità. 

Ci sono degli aspetti che vanno controllati dagli adulti che forniscono la tecnologia in regalo ai figli per le feste, i compleanni o le promozioni. Quando un bambino o un adolescente usa la tecnologia sappiate incentivarne la misura. Non lasciate stare i vostri figli davanti a un monitor per troppe ore, sostenete le amicizie reali invitando a casa i compagni di scuola e dello sport, organizzando feste ed uscite. Limitate l’uso di Facebook e degli altri social dai quali, non dimentichiamolo mai, possono nascere bullismo, persecuzioni o comunque comportamenti rischiosi per la salute mentale e fisica dei ragazzi. Ovviamente l’uso moderato può essere piacevole, anche per gli adulti, e permettere reali contatti con persone che magari si ritrovano dopo tanti anni a essere nuovamente nella nostra rubrica. L‘amicizia va vissuta preferibilmente da vicino, con continuità e con chiarezza.

 

DI PERSONA

Venirsi incontro e confrontare le reciproche libertà è diventato un comportamento “rischioso” a causa del tipo di rapporto che si dovrebbe instaurare: ascoltare e capire l’altro, accettare le sue preferenze e valutarle rispetto alle nostre, fidarsi, conoscersi realmente.

 

ON LINE

Un profilo, una richiesta, un like, una condivisione. L’amicizia corre veloce sul web e non ha più bisogno di nascere o confluire in un rapporto reale, nonostante una forte percezione di vicinanza. Falsi profili, cyberbullismo e solitudine sono il rovescio della medaglia.